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Trasparenza - Policy in materia di Remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti

 

L’art. 6 bis del Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha introdotto all’interno del Testo Unico Bancario l’art. 117-bis, rubricato “Remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti”.Tale norma disciplina la remunerazione degli affidamenti, consentendo alla Banca di richiedere, per ciascun affidamento concesso, un tasso debitore calcolato sulle somme prelevate dal cliente, per il periodo in cui sono utilizzate, nonché “una commissione onnicomprensiva (di seguito, per brevità, “CFA”) calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento”, che “non può superare lo 0,5 percento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente”.

Inoltre prevede che, a fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento, ovvero oltre il limite del fido, la Banca possa applicare, oltre a un tasso di interesse debitore sull’ammontare dello sconfinamento, una Commissione di Istruttoria Veloce (di seguito, per brevità, “CIV”) determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi.

La legge di conversione 18 maggio 2012 n. 62, del Decreto Legge 24 marzo 2012, n. 29, ha introdotto ulteriori modifiche al testo dell’art. 117-bis TUB. In particolare, l’art. 1, comma 1-ter della predetta Legge ha disposto che la CIV “non si applica alle famiglie consumatrici titolari di conto corrente, nel caso di sconfinamenti pari o inferiori a 500 euro in assenza di affidamento ovvero oltre il limite di fido, per un solo periodo, per ciascun trimestre Bancario, non superiore alla durata di sette giorni consecutivi”.

Inoltre, con l’emanazione del Decreto n. 644 del 30 giugno 2012, il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR) ha individuato le norme di attuazione dell'art.117 bis del TUB. All’art. 4, comma 4, lettera a) del citato Decreto, è inoltre previsto che la Banca provveda a definire procedure interne, adeguatamente formalizzate che individuino i casi in cui è svolta un’istruttoria veloce come presupposto per l’applicazione della CIV.

Il Paragrafo 2, Sezione XI delle Disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari prevede, poi, espressamente che “la quantificazione dei corrispettivi richiesti alla clientela ogni qualvolta la normativa vigente richieda che essi non possano superare o siano comunque adeguati e proporzionati rispetto alle spese sostenute sia attestata per iscritto e formalmente approvata”.

Infine, gli Orientamenti di vigilanza della Banca d’Italia sulla remunerazione di affidamenti e sconfinamenti (Delibera 286/2018), dispongono espressamente che “l’adozione di un quadro di regole interne in materia di remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti è necessaria sia per il pieno rispetto della normativa di riferimento sia per una elevata qualità dei rapporti con la clientela e per la prevenzione dei rischi legali e reputazionali” e che “nel caso di gruppi bancari, esse possono essere definite dagli organi della capogruppo e attuate dalle società del gruppo in relazione alle proprie caratteristiche operative”.

In ottemperanza a quanto disposto dal CICR, dalle citate Disposizioni e dai suddetti Orientamenti di Vigilanza, la Banca di Credito Cooperativo ha formalizzato, all’interno di un unico documento, le procedure interne volte a determinare le modalità e i casi di applicazione della CFA, nonché le modalità di determinazione del relativo costo, già peraltro disciplinato, sia dalle Delibere del C.d.A. in occasione dell’entrata in vigore della corrispondente normativa, sia nelle conseguenti modifiche apportate al Regolamento del Processo del credito della Banca.

Per maggiori informazioni consulta la Policy in materia di Remunerazione degli Affidamenti e degli sconfinamenti